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lunedì 3 dicembre 2012

Il manifesto di Donatella Galli NON è un fake

Ha fatto il giro del web questo manifesto apparso dopo il commento della leghista Donatella Galli su Facebook in cui inneggiava al Vesuvio, all'Etna e al Marsili per far scomparire il Sud:




Arriva pronta la rettifica della diretta interessata, minacciando anche battaglie legali contro chi ha preso la sua foto, modificata e distribuita. Non voglio entrare nel merito delle frasi, considerate vergognose e inqualificabili  da chiunque sia sano di mente e con un briciolo di cultura e umanità. Ma si è davvero certi che questo sia un "fake"?

Analizzando ogni frase del manifesto si ottiene tale riscontro:
  • Io sono una BASTARDA leghista e me ne vanto: frase che non sorprende nessuno che conosca bene la Lega, anzi, in piena sintonia con il linguaggio rozzo intrinseco nell' "ideologia" leghista;
  • Voglio che il Vesuvio e l'Etna facciano una strage di meridionali: su Facebook, sotto l'immagine satellitare ritoccata di un'Italia senza il Sud, commentò:"Forza Etna, forza Vesuvio, forza Marsili". Il commento è veritiero, concreto e verificabile al 101%, quindi non c'è proprio nulla di falso;

  • I meridionali per me come erano gli Ebrei per Hitler e vanno messi nei forni: questa è l'affermazione che più potrebbe far riflettere: sarebbe un vero suicidio politico-giudiziario inneggiare Hitler e alla Shoa in un manifesto pubblico. Una volta che il sangue sia defluito dal cervello, si potrebbe ragionare e perdere la fede dell'autenticità del manifesto. Vorrei, però, ricordare che stiamo parlando della Lega, partito anticostituzionale, palesemente xenofobo e razzista che siede in Parlamento in barba a qualsiasi norma civile, morale, culturale e giuridica. Inoltre, da un partito che pubblicò un manifesto (autentico al 100%) come quello riportato a fianco, ci si può aspettare di tutto: 





In conclusione:

Dov'è il falso? Dove sono le bugie? Si può dire che non l'ha creato di proprio pugno e di non spontanea volontà, ma i medesimi concetti sono stati ribaditi numerosissime volte sia da lei che dai suoi colleghi. L'affermazione riguardate Hitler è anch'essa veritiera in quanto solo una diretta conseguenza delle sue parole.























giovedì 8 settembre 2011

Un capriccio di bambocci blocca per ore Piazza Amedeo a Napoli


Sono assolutamente basito innanzi a certe notizie. Pare che alcuni giovinastri della "Napoli bene" abbiano, tanto per passare il tempo, bloccato senza alcun motivo Piazza Amedeo. La giustificazione dei giovanotti è stata di "dover sfogare le energie prima dell'inizio della scuola".

Il tutto è partito da un tam-tam su Facebook da parte di ragazzi di età compresa tra 15 e 17 anni. La "protesta" si è diffusa a macchia d'olio tra tutte le discoteche e tutti i locali di Napoli fino a coinvolgere almeno 300 ragazzi i quali si sono istallati nel bel mezzo della piazza impedendo la normale circolazione del traffico (che a Napoli vuol dire ingorgo di 3 ore)e, con musica a tutto volume, hanno iniziato a ballare sulle auto parcheggiate e a distruggerle. Inutili sono state le denunce dei residenti e vani gli "interventi" dei vigili urbani.

E' una cosa vergognosa, assurda. Ha dell'incredibile. Io non trovo un termine adatto per descrivere una situazione simile. Sembra un episodio tratto da Arancia Meccanica tanto è grave, illogico, del tutto privo di senso, di spiegazioni e di giustificazioni. Dal nulla spuntano alcuni ragazzotti, ignoranti e raccomandati, figli dei banchieri e dei borghesi della "Napoli bene" e mettono a soqquadro una delle arterie di una metropoli europea. Assurdo

E secondo voi cosa hanno fatto i poliziotti? Sono intervenuti? Hanno chiamato una squadra per caricare simili bestie? No affatto. Hanno alzato impotenti le mani di fronte a dei padroni troppo al di là del loro coraggio e del loro potere. Sapevano benissimo che, se anche osavano respirare troppo forte di fronte a quei ragazzi, avrebbero perso il posto seduta stante in quanto raccomandati a loro volta da borghesi corrotti e senza scrupoli. Ma state pur certi che se era una manifestazione legittima (anche se, mi rendo conto, guidati da idee non sempre condivisibili) di qualche sindacato o di immigrati schiavizzati, sarebbero arrivati al completo dei commando da tutta la Campania e avrebbero caricato solo i vecchi, le donne e i pacifisti. I professionisti della violenza non si fanno catturare. Ci vanno sotto solo gli illusi che danno loro corda.

Ma tutto questo prescinde da qualsiasi obiettivo politico, morale o sociale. Non c'è alcuna spiegazione. E' successo semplicemente che un gruppetto di figli di papà nullafacenti, hanno bloccato la strada, senza alcun tipo di rispetto, facendo come se fossero a casa loro. Questo ovviamente mi fa riflettere su almeno tre temi: 1) Internet non deve essere accessibile a cani e porci; 2) Come troppo poca libertà fa male, è vero anche l'eccesso opposto; 3) Le nuove generazioni di napoletani hanno davvero smarrito il ben de' l'intelletto.

Internet è nato per un progetto comune in cui utenti di tutto il mondo, di qualsiasi sesso, razza e religione scambiassero materiale di qualsiasi genere. Così non è stato. Internet tira fuori il peggio delle persone. L'anonimato è una specie di passamontagna per le migliaia di persone frustrate che si incontrano in giro e internet è il luogo perfetto per dar sfogo a tutta la frustrazione e alla loro ignoranza. Questi ragazzi in primis. Secondo me va abolito finché la gente non avrà imparato a comportarsi bene. Vanno civilizzati.

Il punto numero 2 è un discorso che ho affrontato migliaia di volte e sono stanco di scrivere un altro torrente di parole che alla fine non aggiungono e non tolgono nulla a ciò che già è scritto. Ribadisco solo che la democrazia semplicemente non funziona. Troppa libertà fa male. Questi ragazzi sono privi della benché minima rettitudine morale e civile. La colpa è molteplice: dei loro genitori borghesotti e riccastri che li hanno viziati all'infinito, della scuola pubblica che è andata in malora, delle istituzioni che a Napoli sono inesistenti e, quelle che ci sono, dannose.

Un individuo non è nessuno senza che qualcuno gli dia una guida, un rigore morale da seguire in autonomia e svolgerlo anche a prescindere dai cani che abbaiano addosso come un genitore, un professore o un poliziotto. Ciascuno di noi deve seguire un'indole indipendente che ci renderà liberi nel vero senso del termine(anche se solo dal punto di vista "politico") in quanto non avremo bisogno di controlli perché noi siamo i migliori poliziotti di noi stessi. Ma, qualora questa morale fallisse, qualora questi principi venissero ignorati o, talvolta, calpestati, allora non c'è che una sola soluzione: togliere all'individuo qualsiasi tipo di libertà, inculcargli la paura anche del parlare in modo tale da fargli rimpiangere quel senso di libertà che prima aveva e che non sapeva nemmeno di possedere. Forse, questi ragazzotti imparerebbero molto da un'esperienza del genere.

E' stato così per i nostri nonni e genitori che hanno saputo cosa voleva dire dittatura sotto il fascismo prima e sotto le famiglie patriarcali poi. Io non so come sia la situazione altrove, ma a Napoli tutta la rettitudine è andata persa. L'unica via è una dittatura hitleriana, di qualunque colore essa sia (non dico staliniana perché non vorrei essere troppo duro). Forse, se un nuovo dittatore tornasse, questi ragazzi così come i loro genitori, così come gli impiegati nullafacenti, così come i membri di commissione corrotti, così come i professori succhia-stipendi, così come i politici "magnaccioni" sparirebbero. Così come sparirebbe qualsiasi tipo di immondizia dalle strade e nessuno oserebbe buttare a terra nemmeno la cicca di una sigaretta.

Io non sono fascista, né comunista né nulla, io odio certe etichette, io credo solo che debba esistere una scala di valori in cima alla quale ci deve essere l'amore per la propria terra e l'impegno costante di riportarla ai vertici del mondo come era una volta. Una dittatura è la chiave per tutto questo? Ben venga allora. Che tornino la Feldgendarmerie, la Gestapo, le SS, la Wehrmacht, l'Oberkommando, il Kgb, la Ceka, l'NKVD. Che torni Hitler, Milosevic, Tito e tutti gli altri. Solo grazie ad essi potremmo apprezzare com'è bello il mondo senza di loro. Che radessero al suolo le discoteche, Scampia, Secondigliano, tutta l'area periferica degradato del napoletano e lasciassero, però, tutti i monumenti e i luoghi culturali (e sarebbe la maggior parte della città). Li valorizzassero. Evidentemente quei ragazzi non sanno tutto questo. Forse entrerebbe qualche principio morale all'interno dei loro cervelletti impregnati di birra.

Per quanto riguarda il terzo punto, sarebbe una storia troppo lunga e tutto lo spazio sul server di blogger.com non basterebbe. Mi auguro solo che tutto questo, un giorno, possa finire e che Napoli possa tornare ai posti che merita, un giorno, perché non esistono notti infinite. Un giorno gli storici definiranno il 2000 come "Nuovo Medioevo". Tutti i medioevi sono intervalli di tempo finiti, salvo poi ritornare in un futuro che può essere lontano quanto prossimo, nell'interminabile ciclo immutabile ed eterno dell Storia.

giovedì 6 gennaio 2011

La Rete, i social networks e Facebook. Così la profezia di Orwell è compiuta


Siamo ormai nel 2011, un'età impensabile per tantissimi. Nella storia del cinema e della letteratura si è sempre scritto o girato qualche libro o film con un titolo recante un anno molto lontano, in cui si descriveva un futuro bello e terribile al contempo. Mi vengono in mente 1984 scritto nel 1948, 2001:Odissea nello spazio girato nel 1968 ma ispirato a La Sentinella di Arthr Clarke scritto sempre nel 1948,oppure negli anni '40-'50 Io Robot di Isaac Asimov. Tutti hanno descritto un futuro lontanissimo per l'epoca, un futuro fatto da progresso sregolato, intelligenza artificiale più avanzata di quella umana, macchine che si ribellano,che provano sentimenti,che prendono il sopravvento sull'uomo,viaggi su Giove e altre pazzie impensabili anche ora. Tralasciando il significato intrinseco dei suddetti film o libri, la maggior parte delle cose descritte non ha avuto luogo. Ma io credo che ci sia stato un libro che ha previsto tutto questo.

Ovviamente mi sto riferendo a 1984. Ho già scritto un articolo corposo su questo aggiungendo anche la differenza con Brave New World di Huxley (per chi è interessato lo può trovare qui). Però non ho sottolineato molto un aspetto che a mio parere è importantissimo. Chi ha letto il libro può facilmente arrivare alla conclusione che Orwell ha previsto l'invenzione di telecamere e di televisioni e di usare le stesse come mezzo di lobotomizzazione di massa. Ma ancora più importante,a mio parere, è la funzione che avevano i teleschermi. Essi proiettavano l'individuo in una realtà virtuale ove poter essere sotto stretto controllo. I più tartassati da questo controllo tecnologico erano i membri del Partito Esterno i quali dovevano solo lavorare senza conoscere in alcun modo le funzioni e gli scopi del Ministero. I Membri del Partito Interno invece avevano il privilegio di spegnere i teleschermi quando volevano a patto che non superassero la mezz'oretta di spegnimento. Erano esenti solo coloro che avevano un ruolo e stretta collaborazione col Gran Fratello e gli ultimi della scala sociale, i prolet convinti che da loro non ci si poteva aspettare alcun tipo di ribellione. Notate differenza tra il romanzo e la realtà?

E' noto che la tv serve solo da strumento per rimbecillire la popolazione senza lasciar trasparire un minimo di cultura,salvo qualche film decente in via del tutto eccezionale. Il risultato di questo rimbecillimento generale è mostrato molto bene nel video postato nel precedente articolo che io non riesco a togliere dalla mente. La tv ha prodotto milioni di teste incapaci di pensare o di avere una propria autonomia, ha prodotto un'unica massa abnorme,informe,svuotata di tutto. Non è questione del singolo programma, è inutile fare l'ennesimo discorso qualunquista e improduttivo tipo:"è colpa del Grande Fratello","è colpa del Tg1","è colpa di Studio Aperto". E' un qualcosa di intrinseco alla tv, presente nel concetto stesso trascendentale. La televisione connette migliaia e migliaia di persone in un unico programma, un'unica frequenza amalgamandole benissimo qualunque sia il programma in questione. Tutto questo è noto a molti. Purtroppo,il mito di internet libero,della rete come unico mezzo di informazione libero è crollato. La rete non è affatto lbero,anzi, sta sostituendo la tv come mezzo di lobotomizzazione. Sono presenti siti dove si propone vera stupidaggine, ci sono siti nati al solo scopo di infastidire altri utenti, altri creati solo per diffondere insicurezza e stupidaggini. Internet, però, è anche cultura. Se fatto buon uso può davvero essere un potente mezzo.Purtroppo c'è un rovescio della medaglia.

Internet è costantemente controllato da forza dell'ordine che applicano censure passate sotto silenzio. Non appena un utente si registra su una piattaforma si attiva un meccanismo per cui il webmaster e la polizia postale si impropria dell'indirizzo IP dell'utente e quindi è facile risalire all'indirizzo e persino al numero di telefono, in casi estremi persino alla partita IVA,codice fiscale,codice iBan e numero di carta di credito. Nella gran parte dei siti su internet,specie i social networks, vige una vera e porpria dittarua da parte del creatore. Sui social network, erti a libera informazione e strumento di ribellione, c'è una censura tremenda e tutti sono sotto un infallibile controllo virtuale. Così facendo si ha sempre una popolazione mondiale,non italiana,sotto controllo e tutti registrati in modo da conoscere tutti i loro spostamenti. Una facile critica a questo mio commento sarà una cosa del genere:" E' un discorso generalizzante. In internet c'è lo sfigato che non ha nulla da fare,c'è la ragazzina stupida che cerca di flirtare con più ragazzi possibile,ma sui social network corrono anche molte informazioni che in tv non comprariranno mai. Molti hanno aperto gli occhi grazie ad informazioni prese dalla rete. Poi su Facebook e sui social network sono iscritti anche molti gruppi di sinistra e persino anarchici che non hanno sicuramente nulla a che fare con il governo attuale". Rispondo immediatamente.

Non metto in dubbio che Facebook,come ogni altra cosa al mondo,ha i suoi lati negativi e positivi. E' un mezzo spersonalizzante e massificante, il trionfo della globalizzazione made in USA. Inoltre è una società a scopo di lucro, ogni utente,ogni post è un guadagno in termini monetari per i proprietari. Inoltre non discuto che qualche persona con idee non da buttare si possa iscrivere,ma nel qual caso sarà controllato come una pedina. Vorrei sorvolare il discorso sui rivoluzionari da Facebook,bamboccioni ridicoli,che si riempiono la bocca con parole di cui non conoscono il significato e vogliono fare i ribelli estremisti perchè "fa figo" tappezzare la loro pagina con gigantografie di Chè Guevara o di Mussolini, ma persone che vogliono far qualcosa di serio non perdono certo il loro tempo su Facebook. Se per caso si iscrive qualcuno di potenzialmente pericoloso,è comunque sotto strettissimo controllo e,anzi, sarà un mezzo in più di identificazione.

Così è compiuta la profezia di Orwell con un misto di Huxley e di Asimov. Tutti sotto stretto controllo,nessuna via di fuga e la cosa più grave è che gli utenti si iscrivono "per loro volontà" senza nessuna coercizione. Invece la loro volontà non esiste. E' distrutta da ore di tv,di fiumi di parole sui gionali sulla fama di Facebook e di come possa essere "utile ed importante". Il vero profeta sulle sorti dell'umanità non è Gesù nè tanto meno Maometto. E' Orwell. Stanno comprando tutto e tutti. Il sistema inglobante e massificante per paura di una popolazione unita.